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La Cattedrale di Napoli (o Duomo di Napoli), dedicata a Santa Maria Assunta, è la sede dell’arcidiocesi di Napoli, nonché una delle più importanti e grandi chiese della città.

Il Duomo sorge lungo il lato est della via omonima, in una piazzetta contornata da portici. Essa ospita il battistero più antico d’Occidente (il battistero di San Giovanni in Fonte) e tre volte l’anno accoglie il rito dello scioglimento del sangue di san Gennaro.

Secondo la Cronaca di Partenope, risalente al XIV secolo, qui sorse l’oratorio di Santa Maria del Principio, dove Aspreno, il primo vescovo della città, decise di insediare l’episcopato di Napoli. Dal IV secolo nacquero diversi edifici di culto nell’insula episcopale. Nel XIII secolo fu iniziata la costruzione dell’edificio sacro inglobando le precedenti strutture paleocristiane del battistero e della primitiva basilica. La costruzione della cattedrale comportò anche la demolizione di altre strutture.

Per la progettazione e la costruzione della nuova chiesa, per volontà del re Carlo II di Napoli, vennero chiamati architetti di estrazione francese.

La cattedrale fu completata nel 1313 e nel 1314 fu solennemente dedicata all’Assunta.

Liquefazione del sangue di san Gennaro

Secondo la tradizione, il sangue di san Gennaro si sarebbe sciolto per la prima volta ai tempi di Costantino I, quando il vescovo Severo (secondo altri il vescovo Cosimo) trasferì le spoglie del santo dall’Agro Marciano, dove era stato sepolto, a Napoli. Durante il tragitto avrebbe incontrato la nutrice Eusebia con le ampolline del sangue del santo: alla presenza della testa, il sangue nelle ampolle si sarebbe sciolto

Oggi le due ampolle, fissate all’interno di una piccola teca rotonda realizzata con una larga cornice in argento e provvista di un manico, sono conservate nella cassaforte dietro l’altare della Cappella del Tesoro di San Gennaro. Delle due ampolle, una è riempita per 3/4, mentre l’altra più alta è semivuota poiché parte del suo contenuto fu sottratto da re Carlo III di Borbone che lo portò con sé in Spagna. Tre volte l’anno (il sabato precedente la prima domenica di maggio e negli otto giorni successivi; il 19 settembre e per tutta l’ottava delle celebrazioni in onore del patrono, ed il 16 dicembre), durante una solenne cerimonia religiosa guidata dall’arcivescovo, i fedeli accorrono per assistere al miracolo della liquefazione del sangue di San Gennaro. La liquefazione del tessuto durante la cerimonia è ritenuto foriero di buoni auspici per la città; al contrario, si ritiene che la mancata liquefazione sia presagio di eventi fortemente negativi e drammatici per la città.

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